Infermieri dell’Arma: visibili all’occorrenza, invisibili nei diritti.

Avevamo già parlato nei mesi scorsi ( link articolo) del ruolo fondamentale ricoperto dai nostri medici ed infermieri d’Arma ma, oggi più che mai, in questo momento di grande preoccupazione dovuta all’attuale emergenza sanitaria, vogliamo evidenziare l’impagabile contributo di questa bistrattata e mal considerata classe del personale sanitario, pararasanitario e fisioterapico dell’Arma dei Carabinieri. Sono professionisti laureati, uomini, donne e ragazzi, che svolgono al meglio il proprio compito ogni qualvolta sono chiamati a contribuire al benessere collettivo, proprio come in questo momento nella comune lotta al Covid-19, che tanti medici ed infermieri ha lasciato sul campo.
Ricordiamo come tanti Infermieri Carabinieri, ad oggi unica Forza Armata e di Polizia senza un ruolo tecnico, siano impiegati, al pari di altri colleghi, per l’emergenza coronavirus nei vari Ospedali Civili della Lombardia, dando il loro prezioso contributo e ricevendo elogi da tutto il personale civile sanitario. Così come Benedetto Vattani, carabiniere ed infermiere in servizio al centro Polispecialistico dell’Arma a Roma, morto il 16 aprile per un malore improvviso, appena rientrato dopo aver prestato servizio come volontario infermiere dell’Arma ad Alzano Lombardo, in zona rossa.
Non ricordiamoci degli Infermieri e del Personale Sanitario dell’Arma
solo nei momenti di criticità e di emergenza ma sempre, affinché sia loro riconosciuta la giusta dignità e soddisfazione professionale, affinché questi colleghi non siano invisibili ed abbiano gli stessi diritti dei colleghi delle altre quattro Forze Armate e di Polizia.

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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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