Migranti: nessuna volontà di proteggere le FF.PP.

Il SIM Carabinieri continua a registrare la totale assenza di normative che garantiscano la sicurezza dei colleghi che svolgono qualsivoglia servizio legato all’assalto “bianco” da parte dei migranti nord-africani.
Tunisini, marocchini, algerini (chi più ne ha ne metta) i quali, subito dopo l’arrivo in Italia, nella consapevolezza di essere rimpatriati non appena possibile, attendono il momento giusto per darsi alla fuga.
L’esperienza pluriennale dei colleghi schierati sul campo gli rende la vita difficile ma nulla si può contro una pianificazione deficitaria che è di per sè l’occasione tanto attesa dai migranti. Ebbene sì, l’opportunità viene concessa proprio da una pianificazione a dir poco superficiale, che rende impari il rapporto migranti FF.OO. a tal punto che le “capabilities” schierate sono vane.
La schiacciante inferiorità numerica tra carabinieri e migranti trasferiti costringe a mettere in conto le fughe di questi ultimi, nonostante gli sforzi che l’ Arma dei Carabinieri compie per aggiornare e addestrare il proprio personale.
Tutto ciò è davvero deprimente, soprattutto per chi ogni giorno indossa la sua divisa e si porta sul luogo di lavoro, cercando di dare sempre il massimo e di far rispettare la legge sul territorio Nazionale.
Potremmo citare ipotetiche soluzioni ma sicuramente rimarrebbero nel grande calderone della retorica e dell’illusione. Sono mesi che il SIM chiede a gran voce strumenti “less than lethal“, capaci di proteggere tutti coloro che vogliono difendere le leggi dello Stato Italiano, la propria incolumità e quella degli stessi migranti, perché non è giusto fare di tutta l’erba un fascio.
Dotare le FF.OO. di strumenti a tutela di entrambe le parti è segno di grande civiltà ma all’orizzonte ancora solo tante parole! E’ facile, quindi, filmare un’azione di polizia e diffonderla sul web, il più delle volte non contestualizzata; difficile è saperla visionare con occhio competente, capace di interpretare tecnicamente e correttamente una reazione delle FF.OO..
Due giorni fa per esempio, ad Agrigento, un altro collega M.P., anche lui tra quei lavoratori che si alzano tutte le mattine con la voglia di fare bene ed al quale formuliamo i nostri auguri di pronta guarigione, è tornato dalla propria famiglia con lesioni diagnosticate, e causate proprio da migranti durante l’ennesima fuga dall’ennesimo autobus che doveva trasferirli da un centro all’altro, un mezzo di trasporto che è oramai una trappola per le FF.OO. che ci salgono.
Non possiamo tacere questi eventi e non ci fermeremo, perché la tutela e la sicurezza dei colleghi sono le nostra priorità!  Il SIM Carabinieri non smetterà mai di riferire agli organi di Governo quanto indegne siano queste aggressioni e, allo stesso modo, quanto indegno sia non prendere provvedimenti risolutori.

SIM CARABINIERI
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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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