12 Aprile 2024
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Titan: quando la ricerca della novità porta ad una catastrofe

Nei giorni scorsi si è molto parlato della disgrazia del sottomarino Titan, nella quale hanno perso la vita cinque persone.

 

La ricostruzione dell’accaduto

Domenica 18 Maggio 2023 il sottomarino Titan si è immerso ad una profondità di 3800 metri con lo scopo di osservare il relitto del Titanic, in un’escursione che rientra nella categoria del turismo estremo. L’immersione è iniziata alle quattro del mattino e dopo un’ora e quarantacinque minuti la nave MV Polar Prince ha perso tutti i contatti con il sottomarino, quando si sarebbe dovuto trovare in prossimità del relitto. A quelle profondità le pressioni sono elevatissime, si parla di 300 kg per centimetro quadrato; basta quindi una piccola perdita per causare l’implosione del batiscafo. Infatti, dalla ricostruzione delle dinamiche, è stato appurato che al Titan sia accaduto proprio questo, portando alla morte di tutto l’equipaggio.

 

Chi erano i passeggeri?

A bordo del Titan vi erano cinque persone:

  • Stockton Rush, ingegnere aerospaziale e amministratore delegato di Ocean Gate Expedition;
  • Paul-Henry Nargeolet, esploratore francese e massimo esperto del Titanic;
  • Hamish Harming, miliardario britannico fondatore di Action Group e membro della presidenza di Action Aviation, già noto per imprese estreme come l’avventura nello spazio con la società di Jeff Bezos e l’escursione nella Fossa delle Marianne;
  • Shahzada Dawood, uno dei più ricchi uomini d’affari del Pakistan, amministratore del Setil Institute e vicepresidente della Dawood Hercules Corporation;
  • Sulaiman Dawood, figlio di Shahzada Dawood.

Quale motivazione c’è dietro questa spedizione?

Alcuni dei passeggeri hanno deciso di intraprendere tale spedizione accettando le condizioni riportate nella clausola del contratto, nonostante questa menzionasse il pericolo di morte. Tale scelta è dettata dal fenomeno della novelty seeking (ricerca della novità), che lo psichiatra statunitense Cloninger ha definito come una spiccata tendenza a stati allegri ed euforici. I soggetti in cui è presente sperimentano un forte eccitamento in caso di stimoli nuovi e inaspettati, tendono all’esplorazione, evitano la routine e sono impulsivi nelle decisioni. Spesso ignorano possibili segnali di pericolo per rincorrere le sensazioni di eccitazione causate da determinate esperienze. La produzione stessa del Titan, come emerge da alcune ricerche, è correlata al fenomeno della novelty seeking e all’investimento in attività che promuovono il turismo estremo.
In correlazione alla novelty seeking vi è il sensation seeking (ricerca di sensazioni), che porta le persone a cercare emozioni forti e adrenaliniche, spesso esperibili in situazioni al limite.
Anche questo tratto comportamentale è fortemente associato alla messa in atto di alcuni comportamenti pericolosi.

 

Novelty seeking e sensation seeking: un rischio sempre più diffuso

I tratti comportamentali descritti in precedenza possono influenzare le persone a mettere in atto condotte rischiose per sé stessi e per gli altri. Così come nella vicenda legata al Titan, difficilmente replicabile data l’esclusività dell’impresa, tante persone perdono la vita cimentandosi in attività estremamente pericolose. Basti pensare alle varie morti annuali causate dalla pratica di attività estreme, tra le quali: cave diving (esplorazione di grotte totalmente sommerse), free solo climbing (scalare montagne senza imbracature e/o protezioni), wingsuit flying (praticare il paracadutismo utilizzando una tuta alare). Un’altra attività socialmente accettata e molto pericolosa è la corrida: profondamente radicata nella cultura spagnola, essa rientra nelle pratiche rischiose influenzate dal sensation seeking.

Spesso le attività nuove e stimolanti possono portare ad un benessere emotivo, tuttavia è fondamentale non sfociare in situazioni potenzialmente pericolose tali da rischiare la vita. È molto importante saper trovare la giusta misura per rompere la monotonia, a patto che le azioni che si intraprendono ed il modo in cui si eseguono siano sicure.

Per qualsiasi informazione in merito potete contattare il dipartimento salute e benessere del SIM, chiamando al numero 3331829832 o scrivendo all’e-mail psicologiamilitare@simcarabinieri.cc

 

 

SIM CARABINIERI           
Dipartimento salute e benessere
Responsabile Dott.ssa Laura Seragusa
Ilaria Picano – Antonio Romio – Chiara Miceli – Matteo Fiore

#maipiùsoli

 

 

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