14 Giugno 2024
Comunicati SIM CC

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: NON SIAMO CARNE DA MACELLO.

A volte succedono cose non riesci a spiegarti, non riesci a comprendere, davanti alle quali, nonostante tanti anni di servizio, non riesci ad arrenderti. Solo la realtà riesce a superare la fantasia. Anche la più fervida. Un pregiudicato, che nel maggio de 2021 aveva già aggredito due carabinieri spezzando il polso ad uno dei due, colpendolo con un tavolino, che era già stato sottoposto agli arresti domiciliari, ha pensato bene di aggredire quattro vigili urbani intervenuti per sedare una rissa in cui era coinvolto, in una piazza di Francofonte, Siracusa. Non contento, trasportato presso la locale Caserma dei Carabinieri, ha aggredito altri due Carabinieri, refertati con prognosi, distruggendo gli arredi degli uffici. Qualcuno penserebbe che in un paese civile, anche a tutela dei colleghi aggrediti, il pregiudicato sia stato finalmente rimesso in carcere. Ebbene no! Almeno non in Italia. Lo stesso è stato invece sottoposto all’obbligo di firma, due volte al giorno.
E sapete dove? Ovviamente nella stessa caserma dove ha aggredito i colleghi e distrutto le suppellettili. Leggendo la notizia abbiamo subito pensato al “pericolo di reiterazione del reato“.
Ma qualcuno riflette sulla tutela dei Carabinieri? Qualcuno ha a cuore la nostra istituzione? Qualcuno ha pensato al piantone, da solo, probabilmente con la pattuglia fuori di servizio (ma non sempre!), magari con la gente in ufficio ed un soggetto violento patentato, conclamato, recidivo specifico, che ti viene due volte al giorno a firmare? Se non fosse tragico, sarebbe comico. Conosciamo già la risposta e sappiamo bene che i giudici applicano la legge e fanno solo ciò che gli è consentito dalle norme. Forse, allora, è venuto davvero il momento di rivedere quelle norme, di rivedere i paletti di discrezionalità dei giudici davanti a fatti reato di tale gravità . Chiediamo a gran voce al Governo di intervenire seriamente e di modificare quelle norme che consentono a persone così violente di restare impunite. È umiliante. È svilente. Questo gioco ormai diffuso, che vede anarchici, mafiosi, delinquenti comuni aggredire i rappresentanti dello stato in uniforme e restare liberi e tranquilli, è semplicemente vergognoso. Siamo veramente stanchi!
Questo sindacato, ancora una volta ed ancora in modo più forte ed incisivo, urla a difesa dei colleghi ai quali esprime la massima solidarietà.
LO ABBIAMO DETTO E LO RIBADIAMO: NON SIAMO CARNE DA MACELLO.

 

SIM CARABINIERI

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