Vaccino AstraZeneca: c’è qualcosa che non torna.

 

Roma – Ennesima occasione persa, per il Ministero della Salute per poter smentire l’inadeguatezza di gestione in riferimento al piano vaccinale alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, laddove prevede l’anticipo di mesi per la vaccinazione. L’utilizzo del vaccino di AstraZeneca, poi, con un’efficacia del 60% rispetto al 95% di quelli Pfizer e Moderna, e rivolto a persone fino ai 55 anni, ci pone nuovamente il dubbio che avevamo paventato mesi fa, in un altro articolo, di dover essere noi le cavie di questo tornata. Il SIM Carabinieri più volte richiedeva, in via prioritaria ed in piena pandemia, test sierologici per tutti gli appartenenti al Comparto sicurezza, senza essere minimamente presi in considerazione, sennonché da pochi presidenti di regione, come ad esempio in Veneto, o per il tramite di alcuni Comandanti responsabili, come in Lombardia, che grazie a continui contatti con privati, sono riusciti a recuperare i test per il personale costantemente a contatto con la popolazione.  Improvvisamente, è stata trovata la soluzione per smaltire un vaccino di serie “B” (meno efficace), per operatori di serie “B” (le forze di polizia)?  Siamo sicuramente i più esposti al contagio e, avendo una categoria di lavoratori di età elevata, anche i meno tutelati. Il SIM Carabinieri vigilerà con attenzione e fin da oggi sente le responsabilità connesse a questa pandemia di livello mondiale, ma non resterà inerte ad eventuali controindicazioni o trattamenti verosimilmente percepiti come sperimentali o somministrati senza l’adeguata informazione.

 

Antonio Serpi

Segretario Generale Nazionale SIM Carabinieri
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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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