Ancora tensione nel CpR di Trapani.

Ieri sera intorno alle 22.00, nell’immobile di contrada Milo, è scoppiato l’ennesimo incendio dopo che alcuni ospiti hanno accatastato materassi e coperte, appiccando il fuoco, come era già avvenuto lo scorso 3 gennaio in alcuni padiglioni, causando la parziale chiusura della struttura.
Al momento nel CpR sono ospitati 34 magrebini che sembra abbiano iniziato la protesta nei giorni scorsi con lo sciopero della fame. L’incendio ha reso il centro definitivamente inagibile, con conseguente evacuazione verso altri centri disponibili. Gli ospiti in situazione di emergenza, sono stati stazionati nella sala mensa. Al momento le forze di polizia operanti presenti sul luogo erano Carabinieri e dieci agenti di Polizia, coadiuvati dai militari dell’Esercito che hanno contribuito a domare le fiamme con gli idranti, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, scongiurando così la propagazione del rogo.
Tralasciando la pura cronaca riguardo la notizia e la conta dei danni alla struttura, che pare si aggiri intorno al milione di euro, resta da chiedersi se non ci sia una strategia ben definita per questi eventi che, da Torino a Trapani, stanno diventando quotidiani e pericolosi per chi in questi centri è chiamato a prestare servizio.

Si auspica che il Governo riconosca, con fatti concreti, i sacrifici ed i rischi che gli operatori giornalmente affrontano per garantire l’ordine pubblico in tutta la nazione. Da parte nostra, il plauso ai migliori professionisti al mondo per il sacrificio ed il grande lavoro che quotidianamente svolgono nell’assoluto silenzio, nonostante non sia ancora acclarata la dedizione e la capacità dei ragazzi dell’Arma e della 1ª Brigata Mobile Carabinieri.

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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