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Carabiniere assolto dopo un incubo durato 5 anni.
Ennesima vittoria del SIM.

VENEZIA – Un nostro collega, condannato a Vicenza in primo grado per accesso abusivo ai sistemi informatici, oggi, in Corte di appello è stato assolto con formula piena. Dopo la condanna in primo grado, decisivo è stato l’intervento dell’Avvocato del SIM Carabinieri Pietro Porciani che, oltre ad aver sempre creduto nella onestà e innocenza del collega sostenendolo anche sotto l’aspetto umano, ha svolto un ruolo determinante nell’accertamento in punta di diritto e nella ricostruzione minuziosa dei fatti di questa incresciosa vicenda, permettendo al collegio giudicante di esprimere un verdetto radicalmente opposto al primo grado, cosa peraltro rara nel nostro sistema giudiziario. Una pronuncia di completa assoluzione che ridà dignità al collega, il quale per cinque lunghi anni ha sofferto una condanna pur consapevole di non aver commesso alcun reato.
Il reato di cui all’art. 615 ter del codice penale, ” accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico” , che nelle forze di polizia è il reato più diffuso, forse dovrebbe essere rivisto nella sua completezza in quanto troppo spesso accade che sia la base a pagare il conto, mentre chi ha incarichi di vigilanza difficilmente incorre. Le domande che dunque ci poniamo sono sempre le stesse: chi controlla il controllore? E quando l’epilogo è favorevole al carabiniere, chi sarà a pagare? Il SIM Carabinieri, nel felicitarsi per il lieto epilogo della vicenda, andrà a fondo valutando tutti i risvolti che questa situazione ha provocato.
SIM CARABINIERI
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