Caso Pietro Sini: il SIM Carabinieri e le vedove di Nassiriya disposti a pagare la medaglia.

Porto Torres – Saranno il SIM Carabinieri e le vedove di Nassiriya, signore Cavallaro, Coletta e Ragazzi, a risarcire il Ministero dell’Interno per i costi di conio della medaglia, quale “Vittima del terrorismo “, che il dicastero con a capo Matteo Salvini ha notificato nella giornata di ieri a Pietro Sini. Lui, appuntato dei Carabinieri in congedo, cinquantacinque anni di cui trenta nell’Arma, reduce dell’attentato del 12 novembre 2003 per il quale non ha mai ricevuto una medaglia al valore militare dall’Arma dei Carabinieri, nella giornata di ieri si è visto notificare, tramite il Comando Provinciale di Sassari, la richiesta di risarcire il Ministero di € 1458,01 per le spese di conio relative alla medaglia conferitagli nel 2013 dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e da lui restituita nel novembre dello scorso anno.

Un procedimento che lascia sgomenti per una strage che poteva essere evitata, che catapultò gli italiani in una guerra o, meglio, un’operazione militare con finalità di peacekeeping, che sembrava distante e che ogni italiano porta ancora nel cuore, insieme alle immagini delle macerie della base Maestrale e dei funerali di Stato.

La sconcertante richiesta di risarcimento, a firma del Capo di Gabinetto, sembra un accanimento contro Pietro Sini il quale, nelle scorse ore, ha postato diversi video sui social nei quali esprime la sua amarezza per quanto sta avvenendo e per quello che, in tutti questi anni, ha dovuto subire riguardo il mancato risarcimento di un livello di invalidità utile per l’estensione degli emolumenti anche ai familiari, così come previsto già dal 2004 dalla disposizione di sanità militare del dipartimento generale della difesa, per tutto il personale di rientro dalle missioni operative in territorio iracheno ed afgano.

Immediata la solidarietà dei colleghi da tutto il mondo, dei semplici cittadini e dal SIM Carabinieri per il quale ” non è comprensibile come un funzionario possa aver pensato di trasformare una medaglia d’oro in una sanzione pecuniaria“.  La vita dei nostri Carabinieri vale dunque 1458,01 euro?

IL PERSONALE DEL SIM CARABINIERI SI UNISCE A PIETRO SINNI E ALLE VEDOVE DI NASSIRYA ED È DISPOSTO A CONTRIBUIRE ALL’ACQUISTO  DELLA MEDAGLIA DA TRASFORMARE IN UNA CROCE, SIMBOLO DA PORTARE SULLE SPALLE COME IL DOLORE DEL RICORDO DEI FRATELLI CARABINIERI CADUTI A NASSIRIYA, CON INCISA LA DATA DEL 12.11.2003 DA DONARE AL PAPA.

 

Margot Alessandra D’Andrea 

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

One thought on “Caso Pietro Sini: il SIM Carabinieri e le vedove di Nassiriya disposti a pagare la medaglia.

  • 6 Luglio 2019 in 12:12
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    sono e mi Chiamo Giuseppe Cannarozzi, classe 1959, Carabiniere in Congedo Volontario con il Grado di Maresciallo di Complemento con Decreto del Ministero a Domanda, ho svolto servizio nell’Arma dei Carabinieri ancora quando esisteva la Vera Arma che Oggi non Riconosco più, l’Arma del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa o del Comandante Ultimo per fare qualche esempio, l’Arma che aveva a cuore i problemi dei Suoi Uomini e che Difendeva i piu Deboli, l’Arma amata e riconosciuta in Tutto il Mondo per la sua Anima, l’Arma del Decoro e dell’Amor Patrio, ed oggi ci ritroviamo ad essere vituperati da queste cose ed altre, è veramente vergognoso dover subire questa Onta, mi Appello al Ministro Matteo Salvini,affinchè possa disporre delle verifiche di ogni cosa che vessa chi sta dando e chi ha dato il Sangue e la Vita per servire il Paese, che non si ricordino i Carabinieri di Ogni Ordine e Grado che restano sempre Carabinieri anche in congedo, che non si difenda la loro Memoria sia chi è in Congedo o che sia Deceduto, che non vi sia Onore e non si Onorino, è una vera Vergogna, si faccia qualcosa per la Tutela di questi Uomini, di cui la Storia ha scritto e scriverà ancora, e non siano solo Parole.

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