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News, Editoriali

#Covid: effetti collaterali di una vita in prima linea

Ufficio Stampa

26 Novembre 2020

Lui è Paolo, nome di fantasia che useremo per raccontarvi una storia purtroppo comune a tanti colleghi negli ultimi tempi.
In questo momento Paolo sta lottando tra la vita e la morte, costretto in un letto d’ospedale, lontano dai suoi affetti, dalle sue abitudini, dalla sua uniforme da Carabiniere che indossava con orgoglio, dalla gente che non mancava mai di esternare sentimenti di stima per il lavoro che, incessantemente e da circa trent’anni, svolgeva per la sua comunità. Paolo, un nome fra tanti, a ricordare l’impegno quotidiano dei Carabinieri, degli operatori delle FF.PP., dei sanitari e di tutti coloro che svolgono un servizio per la collettività, a rammentare il prezzo di vite che paghiamo giorno dopo giorno, sacrificate per contrastare questa pandemia globale che sta cambiando la nostra società nel profondo, a partire dagli aspetti socio-culturali che rendono la nostra italianità un valore aggiunto nel mondo.
Paolo, con la sua sofferenza, zittisce i negazionisti del web, i complottisti, i sostenitori della movida a tutti i costi, i superficiali e tutti coloro che, a vario titolo, delegittimano la reale minaccia di questo morbo improvviso e moderno, un male che isola e che ci fa sentire orrendamente soli.
L’esempio di Paolo richiama “semplici” danni collaterali rispetto all’impegno ed alla dedizione di chi continua a svolgere il proprio lavoro silenzioso nel far rispettare regole, condivise o meno, ma necessarie al contenimento della pandemia in corso. “Semplici” effetti collaterali, appunto, per la loro brutale linearità, per la loro prevedibilità, per il sacrificio quasi scontato che si richiede ad ognuno di noi nell’esercitare quotidianamente il nostro compito. Auguriamo quindi a Paolo e a tutti i nostri fratelli nelle sue stesse condizioni di non mollare, di riprendersi con caparbietà il proprio sorriso, di tornare ad indossare con immutato merito l’uniforme riposta temporaneamente nell’armadio, con la speranza che questo nostro pensiero, questa nostra comune preghiera, possa quanto prima sortire il più auspicato e favorevole dei riscontri.
MAI PIU’ SOLI!

SIM CARABINIERI
Riproduzione riservata ©

 

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