Covid19: l’emergenza migranti non esiste!

 

Sono ancora vive nella nostra memoria le immagini dei carri militari che trasportavano i nostri morti fuori da Bergamo, uccisi da un virus che ci ha colti impreparati. Ora conosciamo il virus e i danni letali che causa eppure abbiamo l’impressione che qualcuno abbia già dimenticato quello strazio, se pensiamo a quello che continua ad accadere sulle nostre coste e, in particolar modo, in Sicilia.
La situazione sbarchi ormai è sotto gli occhi di tutti ed un fenomeno di portata epocale viene trattato come un problema marginale da chi dovrebbe tutelare i cittadini, primi tra tutti quelli in divisa.

Centinaia di migranti continuano ad arrivare sul territorio nazionale, gran parte positivi al coronavirus: 64 all’ultima conta, così come affermato dall’assessore alla sanità siciliana Ruggero Razza. Eppure, tutto tace. Malgrado i controlli, le fughe degli “ospiti” dagli hotspot, CPR e centri accoglienza verso il nord Europa sono ormai all’ordine del giorno: migranti malati che portano il virus in giro per le nostre città in barba a qualsiasi quarantena imposta e noi dovremmo stare tranquilli ad osservare, col terrore di un nuovo, prossimo e prevedibile, lockdown di cui vorremmo decisamente fare a meno. I colleghi che svolgono le vigilanze negli hotspot sono i primi a rischio contagio poiché, il più delle volte, vengono letteralmente investiti dai migranti con cariche organizzate nei vari tentativi di fuga. Quanti morti dovranno esserci prima di intervenire radicalmente per la risoluzione dell’emergenza migranti infetti portatori di Coronavirus? E noi nel mentre dovremmo stare muti? No, non accadrà mai!  I vertici dell’Arma dei Carabinieri stanno assolvendo i loro compiti nel massimo rispetto delle norme esistenti, per tutelare il personale impiegato nel delicato servizio di accoglienza dei migranti ma le attuali norme non sono sufficienti a tutelare, appunto, quel personale. Servono interventi radicali da parte del Ministero dell’ Interno che, ad oggi, continuano a tardare ad arrivare.
Nonostante Sindaci ed assessori chiedano interventi immediati a causa di pesanti sottovalutazioni da parte di Roma, il SIM Carabinieri si trova nuovamente costretto a dover intervenire, mediante l’utilizzo della comunicazione digitale, a rimarcare, se non si fosse già capito, che gli operatori di Polizia, oramai ridotti ad addetti alle reception, non sono né immuni, né tantomeno spendibili nel nome di una politica senza vie d’uscita. Chi si assumerà la responsabilità di una situazione esplosiva che attende solo di deflagrare?
Le responsabilità sono un sacramento per i Carabinieri ma, evidentemente, non lo sono per tanti altri!

SIM CARABINIERI 

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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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