#2giugno : ” Data unificante e sigillo della Comunità Nazionale”

 

Roma – Con queste parole, nel 2001, l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, descrisse la storica data del 2 giugno, quando istituì nuovamente la Festa della Repubblica quale “valorizzazione dei simboli patri italiani“. Oggi però non ci saranno inni e sfilate di truppe: sarà una cerimonia discreta e solitaria, con la sola deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente Mattarella presso il Sacello dell’Altare della Patria. Le restrizioni per il contenimento del coronavirus hanno imposto la via della cautela anche per una delle manifestazioni più sentite da tutti gli italiani e dai romani in particolare.

Quindi no, non saremo in Piazza Venezia a riempirla con i suoni delle fanfare ed i cori cantati a gran voce. Non saremo schierati, quest’anno, con i nostri fratelli in divisa giunti da ogni corpo e reparto d’Italia. Il Covid19 è anche questo: il silenzio assordante di una piazza che, con profonda commozione, ricorda i suoi caduti in divisa e tutti quegli italiani che il virus ha strappato all’affetto dei propri cari. Ma con il cuore siamo lì: un unico blocco di baschi e mostrine perfettamente allineati davanti l’Altare della Patria ad onorare il Milite Ignoto e l’Italia intera.
Siamo lì, a sfilare orgogliosi nelle nostre divise, a marciare composti e compatti, con il ritmo cadenzato dei nostri passi accompagnato dagli applausi dei cittadini, fieramente a testa alta per onorare la nostra Patria che, dagli spalti, ci acclama e ringrazia per ciò che facciamo da sempre ed ora più che mai: proteggerla! In questi giorni le Frecce Tricolori hanno abbracciato l’Italia intera con il loro simbolico passaggio, noi lo faremo di nuovo il prossimo anno, più uniti che mai sotto la nostra bandiera. Ma per ora, in alto il TRICOLORE!

SIM CARABINIERI

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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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