#Covid19. Sardegna ancora isola felice.

La Regione Sardegna, ancora un’isola felice rispetto ad altre regioni, rischia di subire un pesante colpo in seguito a quanto sta accadendo da giorni: l’arrivo di 14.000 persone, numero ovviamente destinato ad aumentare, tra turisti e corregionali di ritorno. Tanti, sia alla partenza dai porti della penisola che al loro arrivo in Sardegna, telefonano ai nostri Centralini chiedendo informazioni. Siamo ancora in tempo ad evitare che si crei la stessa situazione che vede in ginocchio regioni ben più ricche ed organizzate della nostra, avendo noi a disposizione soltanto 130 posti letto nelle terapie intensive. E qui si arriva al punto dolente! I Carabinieri, quelli della prima linea, quelli della Territoriale, quelli dell’Organizzazione Mobile e Speciale, quelli cioè che hanno prossimità con la popolazione, seppure con il conforto dei Superiori, operano dovendo agire con disposizioni non risolutive ma con raccomandazioni sull’igiene personale, delle auto e del luogo di lavoro (il più delle volte a spese degli stessi Carabinieri che se ne occupano) ed ovviamente i Militari ben hanno recepito che “la circostanza” dell’epidemia non li esenta dall’effettuare controllo della circolazione stradale, dei soggetti sottoposti a misure alternative ed ovviamente, a tutta quell’attività preventiva che ogni Carabiniere ben conosce.

Utili si rivelerebbero ordini e indicazioni precise e competenti, dati in maniera chiara e fornendo “con un po’ di coraggio” i DPI e le riserve (perché si usano..), in maniera tale da non limitarsi a dire di utilizzarli solamente in
situazioni in cui sia chiaro il potenziale contagio , visto l’aumento di casi di persone asintomatiche. È troppo alto il rischio che i Carabinieri diventino essi stessi veicolatori del virus!
Sarebbe utile, a tal proposito, autorizzare alluso della tuta da OP, come già fatto in occasione della possibile alluvione nell’anno 2017; ipotizzare di far recuperare la licenza Ordinaria, stante l’Emergenza Coronavirus, anche oltre i 18 mesi; prevedere la possibilità di pronta reperibilità nei propri domicili se l’impiego non è strettamente necessario, a richiesta se la forza del Reparto lo permette. Queste misure consentirebbero di razionalizzare l’esposizione al rischio coronavirus al solo personale impiegato, che non infetterebbe i rimanenti appartenenti al reparto consentendo, nella malaugurata ipotesi di contagio, di avere una Forza Convalescente che “turna”.

Quanto sopra, solleverebbe il morale del personale, accorciando le distanze tra i ruoli e le competenze: perché un domani, magari colpiti da qualche problema polmonare legato a strascichi di questo maledetto virus, non vedendosi riconosciuto alcun indennizzo, non ci si senta dire “ha sbagliato ad agire in quel modo”. Non pretendiamo miracoli ma uno sforzo anche da parte di chi richiede la nostra opera perché conosciamo il problema della scarsità dei DPI distribuiti ma sappiamo anche che i Carabinieri non si tireranno indietro mettendo, anche in questa occasione, in pericolo la loro incolumità e la mano al proprio portafogli per proteggersi, ma chiediamo oculatezza, perché anche un solo militare contagiato, porta alla chiusura di un intero Reparto.
Chiudiamola la stalla finché possiamo, eviteremo la livella!

Segreteria Regionale SIM Carabinieri Sardegna

Delibera 14.03.2020 (1)

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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