L’ Arma è Donna!

Sarà un festa in sordina quest’anno, senza strade e locali riempiti dai colori della mimosa e dai sorrisi delle nostre donne ma, come donna e come SIM Carabinieri non potevamo esimerci dall’omaggiare una figura così importante nella vita di ciascun uomo e di ogni Carabiniere. Perché l’Arma è Donna, sia che indossi una divisa, sia che se ne prenda cura per il suo congiunto. E, per farlo, abbiamo scelto di riportare in questo editoriale le parole delle mogli d’Arma ed il nostro omaggio alle nostre Donne in divisa.

Mi sono sposata con il picchetto d’onore e mio marito indossava l’alta uniforme.  Se per la maggior parte della gente questa può sembrare una scelta “coreografica “, per chi la vive è un messaggio chiaro, diretto che, in quel momento, sposi non solo l’uomo che ami ma anche e soprattutto la divisa che indossa, il suo lavoro con tutte le soddisfazioni e i rischi che comporta, le feste posticipate, le attese e la paura. Ed allora il coraggio te lo fai venire! Perché dietro a questi uomini, a questi eroi spesso senza volto nè nome, ci sono famiglie, ci sono donne che hanno sacrificato la loro vita per amore di quella divisa.”

La moglie di un Carabiniere non si è mai arruolata nell’Arma, non ha mai indossato l’uniforme ma ha, da sempre, accompagnato la vita del suo uomo da una parte all’altra d’ Italia, in continuo cambiamento. I Carabinieri sanno che una sede non sempre sarà quella definitiva e la moglie del Carabiniere ha già preparato gli scatoloni: la sua prima avventura nei traslochi è iniziata. Eppure lei non si era arruolata. Nuova sede, nuova vita, nuova città, e poi di nuovo nuova sede, nuova vita, nuova città. Lei non ha scelto l’Arma ma ama il marito e quindi ama l’Arma. La moglie del Carabiniere è quella figura che, fin quando le donne non erano arruolate, facevano le perquisizioni alle donne portate in caserma. Quante mogli lo hanno fatto? Quante serate ad attendere, quanti pranzi, quante cene buttate perché il marito non arriva per un impegno improvviso. Anche per queste cose la moglie del Carabiniere diventa la parte integrante della vita del Carabiniere. E a Natale, quando tutti festeggiano, lei prepara il cenone e mentre lo fa, lascia una porzione di ogni pietanza per il militare di servizio, quel giovane ragazzo in uniforme che si trova lontano dalla sua famiglia. Sei la donna di un Carabiniere, sei la colonna portante della sua vita. E non essere gelosa se tuo marito ha due amori: te e l’Arma dei Carabinieri.”

Salvaguardate il vostro diritto di pensare perché anche pensare male è meglio di non pensare affatto

Questo aforisma è attribuito ad una donna vissuta nel IV/V secolo d.c., Ipazia di Alessandria, che era filosofa, astronoma e matematica in un tempo dove una donna non poteva essere nulla di tutto ciò, perché a quel tempo una donna non poteva ”pensare”, figuriamoci “parlare”. Ad oggi i sindacati sono privi di quelle “quote rosa” che fanno oramai parte integrante dell’Arma e che, sicuramente, servirebbero a rendere più completo e migliore il lavoro che ci accingiamo a intraprendere. Un carabiniere è colui che conosce il valore del sacrificio e che sa bene come la sua missione sia sempre stata condivisa dalla propria moglie, che quando sposa un Carabiniere sposa l’Arma! Quante volte abbiamo letto e sentito questa frase o qualche affermazione simile?! Quante volte nel riflettere su questa frase ci siamo immaginati la figura di un giovane uomo in divisa che sulla soglia di casa saluta la propria moglie, che si accinge alle interminabili attese alle quali il suo matrimonio l’ha abituata?! Quante volte poi ci siamo detti che al suo rientro l’uomo avrebbe potuto godere dell’affetto e del calore del “focolare”, lui “il” carabiniere, l’uomo.
Ma quante volte ci siamo chiesti cosa significhi per una Donna essere un Carabiniere?! Quali sacrifici, quali sofferenze e quali fatiche comporti coniugare una simile professione con il ruolo di Donna, Moglie, Madre?! Troppo poche e  pochissime sono le volte in cui il difficile tema è stato realmente affrontato, senza retorica, senza ipocrite affermazioni ma con l’intimo convincimento che le donne nell’Arma hanno portato la giusta condivisione di valori e sofferenze.
Alle Donne, che con la loro poliedrica capacità di adattamento e con la loro incredibile abilità di farsi carico dei problemi degli altri si sono sempre mostrate in grado di dare se’ stesse, va perciò riconosciuto l’impegno che ormai da anni stanno profondendo nella nostra Amministrazione e va ancora di più riconosciuto alla luce delle molteplici difficoltà familiari che ogni giorno devono affrontare.
Loro hanno sempre avuto un ruolo essenziale nella famiglia ed è ora che ci si batta affinché questo ruolo sia loro riconosciuto anche all’interno di quella grande famiglia che dovrebbe essere l’Arma dei Carabinieri .

Il nostro augurio va a tutte le Donne che ogni giorno onorano, con la loro presenza, la vita di ciascuno di noi. Buon 8 marzo da tutto il SIM Carabinieri.

 

Margot

Riproduzione riservata

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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