La tentazione del tutto contro tutti…ma per chi?

Sovente, diremmo finalmente, si inizia a parlare del c.d. partito dell’anti-polizia, movimento trasversale il cui comune denominatore appare l’odio indiscriminato nei confronti di chi indossa un’uniforme, ostilità coltivata con dedizione, foraggiata spesso dall’avversione verso le Istituzioni. Finalmente dicevamo, perché parlandone si possono analizzare le storture, i rischi che da esso possono derivare, persino le ragioni, utili al miglioramento di uno strumento fondamentale per la vita democratica del Paese. Altrettanto spesso, questa consorteria, si nutre anche di notizie non propriamente corrette, dettate dal fine che esse devono avere e non certo dalla necessità di rispettare un’etica che dovrebbe appartenere a tutti coloro che si battono per un concetto di verità, di correttezza nel raccontare i fatti per come si sono verificati. Questo piccolo preambolo appare assolutamente necessario per affrontare, con argomenti diversi, il tema della sindacalizzazione militare, uno strumento imprescindibile al fine di rendere efficiente e moderno l’apparato della difesa dello Stato. Un sindacato deve tutelare la categoria di lavoratori che rappresenta, deve suggerire migliorie, deve battersi per i diritti dei propri iscritti, deve dedicarsi ad ottimizzare le condizioni di lavoro spendendosi in qualsiasi iniziativa (lecita) utile al relativo raggiungimento. Eppure, nel gioco delle parti, proprio chi dovrebbe rappresentare tali nobili intenti, in questo strano limbo generato dall’attuale assenza di una Legge deroga che possa dettare le regole da rispettare che ci auguriamo possa trovare la luce nei prossimi mesi, osserviamo una pericolosa relazione tra il fenomeno sopra riportato ed una condotta inquisitoria finalizzata semplicemente a puntare il dito su fatti appresi ma non accertati. Tale atteggiamento, infatti, finisce per screditare tutta l’Amministrazione, non solo l’eventuale colpevole, accusato di chissà quali abusi o azioni a dir poco deplorevoli. Quanto accaduto a Carpi, dove tra l’altro l’Arma dei Carabinieri è stata insignita lo scorso mese con la cittadinanza onoraria per l’impegno profuso ed i risultati ottenuti da tutti i colleghi che operano in quel territorio, racconta di un Comandante di Compagnia accusato di avere scaraventato a terra l’archivio di una Stazione dipendente, salvo poi costringere i propri uomini a sistemare il tutto, insegna che si è puntato il dito a prescindere, senza avere appurato quanto effettivamente accaduto. Senza voler entrare nello specifico perché non sta a noi il ruolo di giudici, vi è un’altra versione dei fatti che parla di un ufficiale che, insieme ai suoi uomini, si è rimboccato le maniche al fine si smaltire il carteggio superfluo. Va da sé che nel parlare di determinate circostanze utilizzando la strada mediatica e sensazionalistica, quasi a fomentare una inutile lotta di classe dal sapore anacronistico, l’unico risultato concreto è che, ancora una volta, non si parla del sacrificio e dell’impegno del Carabiniere, non si parla del risultato ottenuto per la collettività, bensì si punta il dito nei confronti di un’Amministrazione fondamentale per il nostro Paese, della quale siamo i rappresentanti sulle strade nei rapporti con la gente e con le Istituzioni locali, un atteggiamento che danneggia quindi tutti noi, indiscriminatamente. Tra i valori di un militare, di un Carabiniere di ogni ordine e grado, dovrebbero spiccare la lealtà, lo spirito di appartenenza, l’amore per lo Stato e per l’Arma. Virtù per le quali è necessario valutare il proprio agire, in ogni contesto nel quale operiamo, soprattutto se si condanna a priori senza un legittimo contraddittorio, riponendo di fatto in un cassetto gli alamari per poi vestire gli stessi indumenti dei sostenitori del partito dell’anti-polizia.
Attendiamo, pertanto, la legge che finalmente sancirà la minima rappresentatività e valorizzerà la voce di tanti colleghi che sceglieranno un sindacato di carabinieri per i carabinieri e non il venticello di alcuni elementi isolati.

SIM CARABINIERI
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Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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