Covid19. SIM Carabinieri: non servono vicinanza e medaglie, servono fatti concreti!

Roma – Dal Nord al Sud, da Pavia a Palermo, gli effetti del Coronavirus colpiscono i Carabinieri e sono sempre più numerosi i colleghi positivi ai tamponi. Una pandemia trascurata e dai risultati prevedibili dal momento che i nostri Carabinieri sono senza DPI, con Comandanti che ordinano di razionalizzare le misere dotazioni. Il SIM Carabinieri ritiene che non basti più esprimere una solidarietà scontata, perché non si ferma una pandemia con i proclami e ai colleghi sul campo non interessa ma chiede con forza un’azione decisiva, che porti alla sospensione di tutti quei servizi non indispensabili, facendo rientrare i contingenti e chiedendo alle “note personalità sotto tutela” che facciano uno sforzo nel restare a casa, loro che possono, lavorando in smart working. Pretendiamo che venga ascoltato il personale dei Nuclei Radiomobile Stazioni, nonché gli uomini delle linea Mobile e di tutti i servizi operativi dove i vari Comandanti, a qualsiasi livello, possano prendere realmente decisioni per i loro uomini, per evitare che l’Arma diventi veicolo di propagazione. Non ci interessa la propaganda sindacale, non ci interessa adesso riempirci la bocca di parole. Non ci interessa più ascoltare promesse per il futuro perché il problema è adesso! Noi lavoreremo in silenzio per i nostri Carabinieri ma ci aspettiamo, quanto prima, di avere risposte certe e definitive alle nostre lecite richieste!

Margot Alessandra D'Andrea

Responsabile Ufficio Stampa SIM Carabinieri

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